Certificazione Energetica (APE) e Impianto Elettrico: Qual è il Collegamento?

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Certificazione Energetica (APE) e Impianto Elettrico: Qual è il Collegamento?

La certificazione energetica, meglio nota come APE (Attestato di Prestazione Energetica), è il documento che misura quanto un immobile consuma energia per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria. In molti casi, nelle domande di chi compra casa o ristruttura, si sente parlare di impianto elettrico e certificato energetico: ma qual è il legame tra i due? In questo articolo ti spiego in modo chiaro e completo come l’impianto elettrico influenza l’APE, cosa conta davvero per la classe energetica e perché non è solo “il boiler che cambia” ma spesso l’intero sistema di produzione e gestione dell’energia elettrica.

Cos’è la Certificazione Energetica APE e a cosa serve

L’APE è un documento redatto da un certificatore energetico abilitato che indica la prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare, assegnando una classe energetica (dalla A più efficiente alla G meno efficiente) e un valore di prestazione energetica (IPE) in kWh/m² anno.
L’APE è obbligatorio in Italia per:

  • compravendite immobiliari;

  • contratti di locazione (con alcune eccezioni);

  • fine lavori di ristrutturazione rilevante o di edifici nuovi.

Nel certificato vengono analizzati:

  • caratteristiche termiche dell’involucro (murature, infissi, tetti, ponti termici);

  • impianti di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda;

  • eventuali impianti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare termico, pompe di calore).

L’impianto elettrico rientra in questo quadro non come “cablaggio della luce”, ma come fonte di energia utilizzata per riscaldare, raffreddare, produrre ACS e gestire la casa.

Come l’impianto elettrico influisce sull’APE

L’impianto elettrico in sé non viene valutato come condotto o cavo, ma come sistema che alimenta apparecchi e dispositivi che consumano energia. In pratica, l’APE cambia quando:

  • la fonte primaria di energia cambia: ad esempio, passare da una caldaia a gas a una pompa di calore elettrica;

  • l’impianto di riscaldamento o raffrescamento diventa elettrico: riscaldamento elettrico, climatizzatori, pompe di calore, riscaldamento a pavimento elettrico;

  • si introduce un impianto fotovoltaico che autoalimenta parte dei consumi elettrici;

  • si sostituiscono apparecchi elettrici ad alta efficienza: condizionatori in classe A+++, caldaie elettriche con pompa di calore, pannelli elettrici a basso consumo.

In tutte queste situazioni il certificatore tiene conto del tipo di impianto elettrico presente e di come viene utilizzato, perché cambia:

  • il fabbisogno energetico dell’abitazione;

  • la provenienza dell’energia (carbone, gas, fotovoltaico, rete nazionale);

  • l’indice di prestazione energetica (IPE) che determina la classe.

Impianti elettrici “attivi” che fanno la differenza in APE

Non tutti gli impianti elettrici pesano allo stesso modo sul certificato energetico. Quelli che hanno un impatto più forte sono:

  • Pompa di calore elettrica per riscaldamento e ACS: sostituendo la caldaia a gas con un impianto elettrico a pompa di calore si può spostare l’immobile di una o più classi, grazie all’efficienza energetica dell’impianto.

  • Climatizzatori e impianti di raffrescamento elettrici: in molti casi il raffrescamento elettrico è parte integrante del calcolo APE, soprattutto in climi caldi.

  • Impianto fotovoltaico abbinato a accumulo e all’impianto di riscaldamento: l’autoconsumo elettrico riduce la dipendenza dalla rete e la quantità di energia primaria consumata, con un impatto positivo sull’IPE.

  • Riscaldamento elettrico a pavimento o a soffitto: spesso più efficiente di tradizionali accumulatori elettrici, con un calcolo energetico favorevole.

In questi casi, l’impianto elettrico non è solo un “passaggio” di corrente, ma la vera fonte principale di energia per l’abitazione, con un peso diretto sulla classe energetica.

Come viene inserito l’impianto elettrico nel modulo APE

Per redigere l’APE, il certificatore utilizza un modulo di richiesta in cui inserisce le caratteristiche dell’impianto presente. Per ciò che riguarda l’impianto elettrico, nel modulo vengono richieste informazioni come:

  • tipo di impianto di riscaldamento/raffrescamento: elettrico, elettrico con pompa di calore, elettrico misto, ecc.;

  • tipologia di generatore: pompa di calore elettrica, climatizzatore, riscaldamento elettrico diretto;

  • tipologia di produzione di acqua calda sanitaria (ACS): scaldabagno elettrico, pompa di calore acqua calda, impianto solare termico con integrazione elettrica;

  • eventuale impianto fotovoltaico e la percentuale di copertura del fabbisogno.

Con queste informazioni, il software di certificazione calcola la prestazione energetica totale, attribuendo più o meno peso all’energia elettrica consumata, a seconda dell’efficienza del sistema e della fonte primaria.

Impianto elettrico obsoleto, non a norma e APE: sono legati?

Un impianto elettrico obsoleto o non conforme non influenza direttamente la classe energetica, ma può avere ricadute indirette:

  • mancata manutenzione degli impianti: pompe di calore, climatizzatori e riscaldamenti elettrici non regolati riducono l’efficienza, compromettendo i risultati dell’APE;

  • impianti elettrici non certificati: se l’impianto di riscaldamento elettrico non è conforme o non è stato legalizzato, può essere considerato non regolare e non rientrare correttamente nel calcolo;

  • impianti elettrici difettosi: cavi sottodimensionati, guasti e dispersioni aumentano i consumi elettrici, peggiorando i risultati di efficienza.

Per questo motivo, prima di fare o rinnovare l’APE, è consigliabile verificare lo stato dell’impianto elettrico, eventualmente con un adeguamento o rifacimento completo, soprattutto se si pensa di passare a impianti elettrici più efficienti.

Certificazione di impianto elettrico e certificato energetico: distinzione e collegamento

È importante fare chiarezza su due documenti spesso confusi:

  • Certificazione di conformità dell’impianto elettrico: è un documento che attesta che l’impianto elettrico è stato realizzato a norma e garantisce sicurezza, ma non influenza direttamente la classe energetica.

  • APE: certifica l’efficienza energetica dell’edificio e tiene conto di come l’energia elettrica viene prodotta, gestita e consumata.

Il collegamento tra i due è il seguente:

  • un impianto elettrico a norma e funzionante permette di realizzare impianti elettrici efficienti (pompe di calore, fotovoltaico, climatizzatori) e di ottenere i risultati di efficienza attesi dall’APE;

  • un impianto non a norma o fuori legge può impedire l’installazione di impianti elettrici efficienti o peggiorare la reale efficacia del sistema, anche se l’APE in teoria lo descrive.

Come migliorare la Classe Energetica tramite l’impianto elettrico

Se vuoi alzare la classe energetica del tuo immobile, l’impianto elettrico (e gli impianti che lo usano) sono fra le strade più efficaci. Ecco cosa puoi fare:

  • sostituire la caldaia a gas con una pompa di calore elettrica, che sfrutta l’energia elettrica in modo estremamente efficiente;

  • installare un impianto fotovoltaico che autoalimenti pompe di calore e climatizzatori, aumentando l’autoconsumo e riducendo la dipendenza dalla rete;

  • sostituire climatizzatori e riscaldamenti elettrici obsoleti con apparecchi in alta classe di efficienza (A+++, inverter, ecc.);

  • ottimizzare la gestione energetica con termostati e sistemi di domotica che riducono i consumi elettrici nelle ore di maggiore costo;

  • verificare l’impianto elettrico e adeguarlo, in modo da sostenere senza problemi i nuovi carichi elettrici (pompa di calore, colonnina elettrica, fotovoltaico).

Interventi come questi non solo aumentano la classe APE, ma spesso danno diritto a bonus fiscali e detrazioni specifiche, che coprono parte dei costi dell’impianto elettrico.

Quando il fotovoltaico incide o non incide sull’APE

Un punto molto dibattuto è l’impatto del fotovoltaico sull’Attività Prestazione Energetica:

  • se il fotovoltaico è solo generatore di energia elettrica per la casa, può migliorare leggermente l’IPE, ma non è di solito la causa principale del salto di classe;

  • quando il fotovoltaico è abbinato a pompa di calore elettrica o impianto elettrico per riscaldamento/raffrescamento, l’impatto è più forte, perché si riduce la quantità di energia primaria consumata.

In sostanza, il fotovoltaico è “bello da solo”, ma l’APE ne trae vantaggio se è parte integrata di un sistema di impianti elettrici efficienti per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda.

Cosa fare se stai cambiando l’impianto elettrico e vuoi migliorare l’APE

Se hai in programma di rifare l’impianto elettrico, sostituire la caldaia o installare fotovoltaico, puoi agire in modo coordinato con il certificatore:

  • chiarisci al progettista elettrico che l’obiettivo è anche l’efficienza energetica e il miglioramento della classe;

  • richiedi una simulazione APE prima di decidere: molti certificatori fanno APE simulata per proiettare la nuova classe dopo gli interventi;

  • scegli impianti elettrici efficienti e compatibili con la normativa vigente, evitando soluzioni “fuori dagli standard”;

  • fai certificare l’impianto elettrico se richiesto dalla legge, così da garantire che sia conforme e sicuro;

  • fai aggiornare l’APE dopo l’intervento, in modo da registrare la nuova classe e poterla presentare in caso di vendita o affitto.

FAQ: APE e impianto elettrico

1. Un impianto elettrico vecchio fa scendere la classe APE?
Non direttamente: la classe dipende più dal tipo di impianti alimentati elettricamente e dalla loro efficienza. Un impianto elettrico vecchio può però compromettere l’efficienza e l’efficacia dei sistemi elettrici installati.

2. L’impianto elettrico interno (cavi, quadro, prese) viene considerato in APE?
No, l’APE non valuta cavi e quadro, ma la parte dell’impianto elettrico che serve per riscaldamento, raffrescamento e ACS, e la fonte di energia elettrica.

3. Installare una pompa di calore elettrica può migliorare l’APE?
Sì, spesso notevolmente, soprattutto se si passa da una caldaia a gas o da un riscaldamento elettrico molto meno efficiente.

4. Il fotovoltaico aumenta sempre la classe energetica?
No: è l’insieme di fotovoltaico + impianti efficienti che migliora l’APE. Il fotovoltaico da solo ha un effetto marginale sul risultato finale.

5. Devo rifare la APE dopo aver cambiato l’impianto elettrico?
Sì, se l’intervento è rilevante (sostituzione di generatore, impianto fotovoltaico, cambio di tipo di impianto), è consigliato aggiornare l’APE per avere una valutazione aggiornata.

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