Rifacimento Impianto Elettrico Casa Vecchia: Costi, Tempi e Normative 2026
Scopri quando è davvero necessario rifare tutto, quanto costa realmente nel 2026, quanto tempo ci vuole e come detrarre il 50% con il bonus ristrutturazione. La guida completa di Baroni Impianti, elettricista certificato nel Tigullio.

Hai una casa costruita negli anni '70, '80 o anche '90 e l'impianto elettrico non è mai stato toccato? Allora questo articolo è scritto per te.
Un impianto elettrico vecchio non è solo scomodo — è un rischio reale per la tua famiglia e per la tua abitazione. Cortocircuiti, surriscaldamenti dei cavi, assenza di protezione differenziale e messa a terra inadeguata sono cause dirette di incendi domestici e folgorazioni.
In questa guida trovi una risposta chiara a tutte le domande che probabilmente ti stai facendo: quando è davvero necessario rifare l'impianto, quanto costa nel 2026, quanto tempo ci vuole e se puoi recuperare parte della spesa con le detrazioni fiscali.
Quando un impianto elettrico è da rifare: i segnali che non devi ignorare
Non sempre è facile capire se l'impianto ha ancora vita davanti a sé oppure è arrivato al capolinea. Ecco i segnali più comuni che indicano che è tempo di intervenire:
Il differenziale (salvavita) scatta spesso senza motivo apparente. Questo accade perché i vecchi cavi — spesso in PVC rigido o addirittura in gomma — si deteriorano nel tempo e disperdono corrente verso terra. Se vuoi capire meglio perché succede, leggi il nostro approfondimento su perché salta il salvavita con tutto spento.
Prese a due poli senza terra. Le prese "bipasso" tonde degli anni '70 non hanno il terzo polo di messa a terra. Significa che un guasto sull'elettrodomestico può scaricarsi direttamente sull'utente. Pericolosissimo, soprattutto in bagno e cucina.
Odore di bruciato vicino al quadro o alle prese. È il segnale di surriscaldamento dei contatti o dei cavi. Non va mai ignorato: chiama un elettricista immediatamente.
Scatole di derivazione aperte o con coperchi mancanti. Nelle case vecchie si trova spesso una giungla di giunzioni volanti, cavi aggiunti nel tempo senza criterio, scatole aperte nei muri o nei controsoffitti. È un impianto che non è mai stato progettato come sistema organico.
Impianto senza dichiarazione di conformità (DM 37/08). Se non hai mai ricevuto questo documento dal tuo elettricista, probabilmente il tuo impianto non è a norma di legge. Ne parliamo in dettaglio più avanti.
La casa ha più di 25-30 anni e l'impianto è originale. La vita utile di un impianto elettrico correttamente installato è di circa 30-40 anni. Superata questa soglia, i materiali si degradano anche se non si manifestano problemi visibili.
Hai aumentato i carichi elettrici nel tempo. Hai aggiunto un condizionatore, una pompa di calore, una lavatrice e una lavastoviglie in più rispetto a quando la casa è stata costruita? Se l'impianto non è stato dimensionato per reggere quei carichi, lavora costantemente in sovraccarico.
Cosa dice la Normativa CEI 64-8: obblighi e dichiarazione di conformità
La normativa di riferimento per gli impianti elettrici civili in Italia è la CEI 64-8, aggiornata periodicamente dal Comitato Elettrotecnico Italiano. Non è una semplice linea guida: è lo standard tecnico vincolante che ogni impianto deve rispettare.
A questa si affianca il DM 37/2008 (ex Legge 46/90), che disciplina chi può realizzare impianti e quali documenti devono essere prodotti. In base a questo decreto:
Solo le imprese abilitate iscritte alla Camera di Commercio con la qualifica richiesta possono realizzare impianti elettrici civili e industriali.
Al termine dei lavori, l'impresa installatrice deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DoC), che attesta che l'impianto è stato realizzato a regola d'arte secondo la normativa vigente.
In caso di impianti realizzati prima del 2008, se non si ha la DoC, è possibile richiedere una Dichiarazione di Rispondenza (DiRi), rilasciata da un professionista abilitato dopo verifica dell'impianto esistente.
Un impianto senza DoC è un problema in molte situazioni: vendita dell'immobile, accensione di un mutuo, sinistro coperto dall'assicurazione, richiesta di allaccio o aumento di potenza, e nel caso di affitti brevi come B&B o Airbnb.
Se vuoi approfondire il tema della certificazione, leggi il nostro articolo dedicato: certificazione di conformità impianto elettrico a Sestri Levante.
Per il testo ufficiale della normativa, puoi consultare il sito del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il DM 37/2008.
Quanto costa il rifacimento dell'impianto elettrico nel 2026?
È la domanda che ci viene posta più spesso. La risposta onesta è: dipende da diversi fattori. Ma possiamo darti dei range realistici basati sui lavori che realizziamo ogni giorno nel Tigullio.
Tipologia abitazioneSuperficie indicativaCosto rifacimento completo (impianto + mano d'opera + materiali)Monolocale / bilocale40–60 mq€2.500 – €4.500Appartamento medio70–100 mq€4.500 – €8.000Appartamento grande100–140 mq€7.500 – €12.000Villa o casa su più livelli150 mq+€11.000 – €20.000+
Cosa include il rifacimento completo:
Smontaggio e smaltimento del vecchio impianto
Tracce a muro, posa canaline o cavi in tubo corrugato
Nuovo quadro elettrico con protezioni differenziali e magnetotermici per ogni circuito
Impianto di messa a terra conforme a norma
Prese e interruttori nuovi (quantità conforme alla CEI 64-8)
Circuiti dedicati per carichi pesanti (cucina, lavatrice, lavastoviglie, condizionatori)
Collaudo e rilascio della Dichiarazione di Conformità
Cosa può aumentare il costo:
Presenza di controsoffitti, pavimenti in marmo o parquet (tracce più complesse)
Aggiunta di domotica o automazioni (tapparelle elettriche, luci smart)
Installazione di sistemi di sicurezza integrati
Adeguamento della potenza contrattuale con E-Distribuzione
Rifacimento in un immobile occupato (organizzazione lavori per fasi)
Se stai valutando un rifacimento, ti consigliamo anche di leggere il nostro approfondimento sui rischi dell'impianto elettrico obsoleto: capire cosa rischi con un impianto vecchio ti aiuta a dare la giusta priorità all'intervento.
Quanto tempo ci vuole per rifare l'impianto elettrico?
Dipende dalla dimensione dell'appartamento e dalla complessità del lavoro. Ecco una stima realistica basata sui nostri cantieri:
Dimensione abitazioneDurata cantiere indicativa40–60 mq3–4 giorni lavorativi70–100 mq5–7 giorni lavorativi100–140 mq7–10 giorni lavorativi150 mq+10–15+ giorni lavorativi
Devo lasciare casa durante i lavori?
Non necessariamente, ma dipende dall'estensione dei lavori. Nella maggior parte dei casi lavoriamo per zone, mantenendo l'alimentazione attiva nelle aree non interessate. Per rifacimenti totali in appartamenti occupati, organizziamo il cantiere in fasi concordate con il cliente.
I tempi si allungano se:
L'immobile presenta strutture difficili (solai in laterocemento molto spessi, muri in pietra)
Si lavora in edifici storici con vincoli architettonici
Si integra il rifacimento con altri lavori di ristrutturazione (bagno, cucina)
Si aggiungono impianti accessori (fotovoltaico, domotica, EV charging)
Se stai pianificando anche la ristrutturazione del bagno o della cucina in concomitanza, leggi il nostro articolo su cosa prevedere per l'impianto elettrico in ristrutturazione di bagno e cucina: coordinarsi permette di risparmiare su tracce e manodopera.
Detrazione fiscale 50%: come recuperare metà della spesa
Il rifacimento dell'impianto elettrico rientra nel Bonus Ristrutturazione, che consente di portare in detrazione il 50% della spesa sostenuta, ripartita in 10 quote annuali uguali.
Come funziona in pratica:
L'intervento deve essere eseguito da un'impresa abilitata con rilascio di fattura (non è ammesso il "in nero")
Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante con causale specifica (indicando codice fiscale del beneficiario, partita IVA dell'impresa, e riferimento normativo: art. 16-bis del TUIR)
Il massimale di spesa agevolabile è di €96.000 per unità immobiliare
La detrazione si recupera tramite la dichiarazione dei redditi (730 o Unico) per 10 anni
Esempio pratico:
Rifacimento impianto da €6.000 → detrazione 50% = €3.000 → recuperi €300 all'anno per 10 anni in dichiarazione dei redditi.
Per approfondire tutti i bonus fiscali disponibili nel 2026 per gli impianti elettrici, leggi il nostro articolo dedicato: bonus fiscali ed ecobonus per impianti elettrici 2026.
Per informazioni ufficiali e aggiornate sulle detrazioni fiscali, puoi consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate — Ristrutturazione edilizia.
Errori da non fare quando rifai l'impianto elettrico
Errore 1: Affidarsi a chi fa "rattoppi" invece del rifacimento.
Se l'impianto è vecchio di 30 anni e ha problemi strutturali, aggiungere circuiti o sostituire prese è come mettere una pezza su una barca che fa acqua. I problemi si ripresentano, con costi crescenti.
Errore 2: Scegliere l'elettricista solo in base al prezzo.
Un preventivo molto basso spesso nasconde materiali di qualità inferiore, assenza di documentazione, o lavori non a norma. Un impianto non certificato ti espone a problemi legali, assicurativi e di sicurezza. Approfondisci come scegliere l'elettricista giusto.
Errore 3: Non prevedere spazio per le espansioni future.
Un buon impianto elettrico si progetta pensando a ciò che potrebbe servire nei prossimi 15-20 anni: colonnina per auto elettrica, pannelli fotovoltaici, condizionatori, domotica. Inserire una canalizzazione vuota oggi costa pochissimo; tornare a scassare i muri tra 5 anni costa molto di più.
Errore 4: Non chiedere la Dichiarazione di Conformità.
Questo documento è obbligatorio per legge e deve essere consegnato al cliente al termine dei lavori. Se un elettricista non te la rilascia, è un campanello d'allarme serio.
Errore 5: Ignorare la messa a terra.
In molte case vecchie manca il conduttore di terra o il collegamento non è efficace. La messa a terra è la protezione fondamentale contro le scosse elettriche. Ogni impianto rifatto deve includere la verifica e l'adeguamento dell'impianto di terra, come previsto dal DPR 462/01.
Il processo di Baroni Impianti: come lavoriamo a Sestri Levante e nel Tigullio
Siamo Baroni Impianti, impiantisti elettrici con sede a Castiglione Chiavarese (GE), operativi a Sestri Levante, Chiavari, Rapallo e in tutto il Tigullio dal 2017. Tutti i nostri lavori vengono eseguiti nel rispetto della normativa CEI 64-8 e con rilascio della Dichiarazione di Conformità ai sensi del DM 37/2008.
Il nostro processo per ogni rifacimento impianto:
Sopralluogo gratuito — Veniamo da te, valutiamo lo stato dell'impianto esistente, ascoltiamo le tue esigenze e misuriamo gli ambienti.
Preventivo dettagliato e trasparente — Ricevi un preventivo scritto con voci separate: materiali, manodopera, smaltimento, documentazione. Nessuna sorpresa.
Progettazione dell'impianto — Prima di iniziare i lavori, pianifichiamo il layout dei circuiti, il dimensionamento del quadro e la posizione di prese, punti luce e circuiti dedicati.
Esecuzione a regola d'arte — Lavoriamo con materiali certificati, nel rispetto dei tempi concordati.
Collaudo e documentazione — Al termine dei lavori rilasciamo la Dichiarazione di Conformità e ti spieghiamo come funziona il tuo nuovo impianto.
Assistenza post-lavori — Siamo disponibili per qualsiasi necessità, o puoi attivare il nostro servizio Zero Pensieri per una manutenzione programmata con pronto intervento incluso.
Puoi leggere le recensioni dei nostri clienti nella sezione testimonianze, oppure vedere le nostre certificazioni professionali.
Domande frequenti sul rifacimento impianto elettrico
Devo avere il permesso del Comune per rifare l'impianto elettrico?
No. Il rifacimento dell'impianto elettrico in un'abitazione privata non richiede alcun permesso edilizio. È sufficiente la notifica CILAS nei casi di intervento edilizio contestuale (ad es. abbattimento di pareti). Il documento obbligatorio è la sola Dichiarazione di Conformità da parte dell'impresa installatrice.
Posso rifare solo una parte dell'impianto invece di tutto?
Dipende dallo stato dell'impianto esistente. In alcuni casi un rifacimento parziale è sufficiente e conveniente (ad es. aggiornare il quadro elettrico, aggiungere un circuito dedicato). Ma se i cavi sono quelli originali degli anni '70-'80, intervenire per zone posticipa il problema senza risolverlo. Il sopralluogo gratuito serve proprio a valutare la scelta migliore per il tuo caso specifico.
Il rifacimento dell'impianto vale solo per le case? E per i locali commerciali?
No, si applica anche ad attività commerciali, uffici e capannoni, con normative di riferimento specifiche per ogni tipologia. Per le attività commerciali a Genova e nel Tigullio, abbiamo scritto un articolo dedicato: normativa CEI 64-8 per impianti commerciali.
Quanto dura un impianto elettrico nuovo?
Un impianto realizzato a regola d'arte con materiali di qualità ha una vita utile di 30-40 anni, con la normale manutenzione periodica. Alcuni componenti (come le protezioni differenziali) andrebbero verificati ogni 2-3 anni.
Posso installare la domotica durante il rifacimento?
Assolutamente sì, ed è il momento migliore per farlo. Integrare la domotica durante il rifacimento non richiede costi aggiuntivi significativi per la cablatura, perché i muri sono già aperti. Lo stesso vale per predisporre le canalizzazioni per fotovoltaico o colonnina per auto elettrica.
Conclusione: non aspettare che il problema si faccia sentire
Un impianto elettrico vecchio non si rompe da un giorno all'altro con un crash evidente — si deteriora lentamente, aumentando il rischio nel tempo. Il rifacimento è un investimento sulla sicurezza della tua famiglia e sulla valorizzazione del tuo immobile, non un costo da rimandare.
Se la tua casa si trova a Sestri Levante, Chiavari, Rapallo o in qualsiasi altro comune del Tigullio e del Genovesato, richiedi il sopralluogo gratuito: veniamo da te, valutiamo l'impianto e ti diciamo esattamente cosa serve, con costi e tempi chiari prima di iniziare.
👉 Richiedi sopralluogo gratuito — Baroni Impianti
📞 Chiamaci: 0185 167 6704
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Parla con un nostro tecnico: valutiamo insieme l'impianto migliore per la tua casa o la tua attività a Sestri Levante e nel Tigullio.


