Quanta Potenza Serve per un Piano a Induzione? Guida al Dimensionamento dell'Impianto Elettrico

Scopri quanta potenza serve per un piano a induzione da incasso: come calcolare il carico, cosa fare con 3 kW di contatore e quando conviene aumentare la potenza. Guida di Baroni Impianti, elettricisti a Sestri Levante e nel Tigullio.

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Quadro elettrico con interruttori per piano a induzione: dimensionamento impianto Baroni Impianti

Prima di comprare un piano a induzione, quasi tutti si chiedono se i propri fornelli esistenti sono compatibili con le pentole. Quasi nessuno si chiede se il proprio impianto elettrico è compatibile con il piano. Eppure è questa la domanda che decide se il piano funzionerà bene o se scatterà il differenziale ogni volta che cucini qualcosa di serio.

Questa guida risponde in modo diretto e con numeri reali. Ti spieghiamo quanto assorbono i piani a induzione in commercio, come si calcola se la tua potenza disponibile basta, e quali sono le opzioni quando non basta.

Quanta potenza assorbe davvero un piano a induzione

Le potenze dei piani a induzione da incasso variano in base al numero di zone e alla fascia di prodotto. Ecco i range che si trovano concretamente sul mercato italiano nel 2026.

I piani monofuoco portatili assorbono tra 1.800 e 2.000 watt. Vanno su qualsiasi presa Schuko da 16A senza problemi, ma non sono piani da incasso e non richiedono interventi sull'impianto.

I piani da incasso a due zone assorbono tra 3.000 e 4.200 watt al massimo. Sono i modelli più adatti a chi ha una potenza contrattuale bassa o una cucina piccola.

I piani da incasso a quattro zone sono quelli che generano più problemi. I modelli entry-level assorbono tra 5.800 e 6.400 watt. I modelli mid e top range arrivano a 7.400 watt e alcuni modelli con funzione booster superano anche questo valore in modalità picco.

Il punto chiave è che questi sono i valori massimi teorici, cioè tutte le zone al massimo simultaneamente. Nella pratica quotidiana di cucina, la potenza media utilizzata è molto più bassa. Ma l’impianto deve essere dimensionato per il picco, non per la media.

Come calcolare se la tua potenza contrattuale basta

Il calcolo è semplice ma richiede di conoscere tre dati: la potenza contrattuale, la potenza del piano a induzione che vuoi installare e i carichi elettrici che usi tipicamente in cucina durante la cottura.

La potenza contrattuale è scritta sul tuo contratto con il fornitore di energia o è visibile sull’app di E-Distribuzione. I valori più comuni nelle abitazioni del Tigullio sono 3 kW, 4,5 kW e 6 kW. In realtà il contatore tollera un superamento del 10-15% per brevi periodi.

I carichi tipici attivi durante la cottura: frigorifero (150-200 W costanti), cappa aspirante (200-400 W), forno elettrico (2.000-3.500 W), microonde (700-1.200 W), lavastoviglie (1.800-2.200 W), luci (50-200 W). Sottrarre la somma dalla potenza contrattuale dà la potenza disponibile per il piano.

Cosa puoi fare con 3 kW di potenza contrattuale

Il contatore da 3 kW è la situazione più critica. Con 3 kW disponibili, le opzioni per il piano a induzione sono due.

La prima opzione è scegliere un piano a induzione a due zone da 3.000-3.500 W e usarlo senza altri carichi pesanti attivi contemporaneamente. Frigorifero acceso, luci accese, e nient’altro mentre cuoci. Niente forno, niente lavastoviglie, niente lavatrice. È una limitazione d’uso significativa.

La seconda opzione, quella che consigliamo sempre, è aumentare la potenza contrattuale. Passare da 3 kW a 4,5 kW o 6 kW costa poco in termini di quota fissa mensile e si richiede online o tramite il tuo fornitore senza lavori elettrici nella maggior parte dei casi. Abbiamo una guida dettagliata su come aumentare la potenza del contatore nel 2026 con le procedure aggiornate.

Con 6 kW puoi usare un piano a induzione a quattro zone in modo confortevole per la cucina quotidiana, senza dover staccare il frigorifero o aspettare che la lavastoviglie finisca. È la soluzione corretta per chi vuole davvero sfruttare le potenzialità dell’induzione.

Quando serve il passaggio al trifase

C’è un caso specifico in cui né l’aumento di potenza monofase né la scelta di un piano più piccolo sono la soluzione giusta: le cucine professionali o semi-professionali, i ristoranti, i B&B con cucina attrezzata, e le abitazioni dove si vuole installare un piano a induzione da 90 cm a sei zone con potenza totale superiore a 10 kW.

La soluzione è il passaggio al trifase, che distribuisce il carico su tre fasi invece di una. Ne abbiamo scritto nell’articolo sul passaggio da monofase a trifase: quando è necessario e quanto costa.

Per un appartamento residenziale con cucina domestica normale, il trifase è raramente necessario. Il monofase a 6 kW con circuito dedicato copre la grande maggioranza dei casi.

Il circuito dedicato: perché non basta avere la potenza giusta

Avere la potenza contrattuale sufficiente è necessario ma non basta. Il piano a induzione deve essere collegato a un circuito dedicato, cioè un cavo proprio che parte direttamente dal quadro elettrico, separato da tutti gli altri carichi della cucina.

Il motivo è tecnico: anche se la potenza totale disponibile è sufficiente, un cavo condiviso con altri carichi è dimensionato per la somma di quei carichi, non per il picco del solo piano a induzione. Usare il piano sul circuito prese generale della cucina crea un sovraccarico sul cavo che causa surriscaldamento e rischi di incendio nel tempo.

Il cavo dedicato per un piano a induzione da 7,4 kW deve avere una sezione minima di 4 mm², protetto da un interruttore magnetotermico da 32A nel quadro. Abbiamo trattato questo aspetto nell’articolo su piano a induzione e impianto elettrico: cosa serve prima di installarlo.

Quanto costa adeguare l’impianto per reggere un piano a induzione

Tre scenari tipici che vediamo nel Tigullio.

Scenario 1: impianto recente, quadro moderno con spazio. Posa cavo dedicato 4 mm², presa adeguata, interruttore nel quadro. Costo indicativo 300-550 euro tutto incluso.

Scenario 2: impianto recente ma potenza contrattuale a 3 kW. Richiesta aumento potenza a E-Distribuzione (100-150 euro) più circuito dedicato. Totale 400-700 euro.

Scenario 3: impianto anni ’90, quadro pieno. Il circuito dedicato si integra in un intervento più ampio sul quadro, come spiegato nella guida al rifacimento dell’impianto elettrico nel 2026.

Le prescrizioni sui circuiti dedicati si trovano nella norma CEI 64-8 sul sito del Comitato Elettrotecnico Italiano. Le procedure per la variazione della potenza sono gestite da E-Distribuzione, il gestore della rete di distribuzione elettrica.

Domande frequenti sulla potenza per il piano a induzione

Con 4,5 kW di contratto posso installare un piano a induzione a quattro zone? Dipende dal piano specifico e dalle tue abitudini di cottura. Un piano da 5.800 W al massimo con 4,5 kW disponibili richiede attenzione ai carichi contemporanei. Se vuoi usare regolarmente tutti i fuochi al massimo, meglio portare il contratto a 6 kW.

Il contatore da 3 kW scatta immediatamente se accendo tutti i fuochi? Non immediatamente: il contatore tollera un superamento temporaneo del 10-15% prima di intervenire. Non è una situazione da affrontare regolarmente perché è stressante per i componenti dell’impianto.

Alcuni piani a induzione moderni hanno una funzione di limitazione di potenza (power sharing) che riduce automaticamente la potenza di una zona quando le altre sono al massimo. È utile, ma non sostituisce la necessità di un impianto adeguato: il circuito dedicato e la corretta protezione nel quadro restano obbligatori.

Con un sistema fotovoltaico con accumulo puoi cucinare con energia solare autoprodotta praticamente a costo zero nelle ore centrali della giornata. Ne abbiamo parlato nella nostra guida agli impianti fotovoltaici con accumulo e indipendenza energetica.

Puoi calcolare i tuoi consumi con la nostra guida su come calcolare il consumo degli elettrodomestici.

Conclusione: il calcolo va fatto prima, non dopo

La potenza necessaria per un piano a induzione non è un’incognita: è un numero preciso che dipende dal piano che scegli e dall’impianto che hai. Fare questo calcolo prima dell’acquisto ti evita di trovarti con un piano che non funziona come previsto.

Se sei a Sestri Levante, Chiavari o nel Tigullio e vuoi sapere esattamente cosa regge il tuo impianto, richiedi il sopralluogo gratuito: misuriamo la potenza disponibile, verifichiamo il quadro e il circuito cucina, e ti diciamo con precisione quali piani a induzione sono compatibili con il tuo impianto attuale.

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